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TERRE E ROCCE DA SCAVO - DELIBERA 54/2019

Il Sistema Nazionale di Protezione Ambientale (SNPA) ha recentemente emanato con delibera 54/2019 le "Linea guida sull'applicazione della disciplina per l'utilizzo delle terre e rocce da scavo".

E’ un documento importante che chiarisce e puntualizza molti aspetti del D.P.R. 120/2017 circa la gestione delle terre e rocce da scavo. 

Uno dei tanti aspetti controversi, ad esempio, erano le procedure di campionamento in presenza di materiali antropici. A tale proposito la delibera precisa che detti materiali possono essere campionati da cumuli precostituiti solo nel caso essi siano stati separati e differenziati in cumuli diversi dagli atri materiali di scavo. Sono linee guida da tenere in massima considerazione soprattutto per il fatto che gli organismi pubblici  di controllo devono uniformarsi in caso di sopralluoghi ispettivi.

Biosafe esegue analisi per la caratterizzazione di terre e rocce da scavo supportando il cliente sia nella fase di campionamento, eseguito secondo norma UNI 10802, sia nella scelta delle analisi in funzione delle caratteristiche del sito e della destinazione d’uso del materiale.

Biosafe è in grado di gestire tali attività come unico interlocutore nei confronti del Cliente, offrendo servizi di campionamento, messa in sicurezza, classificazione, trattamento in situ e gestione del rifiuto fino a destino o recupero, sia nell’ambito dei servizi di ritiro, trasporto e smaltimento di rifiuti inerti, sia nel caso di terreni contaminati.

Le terre e rocce da scavo possono essere gestite sia come rifiuti che in deroga a tale ambito.

La gestione in deroga alla disciplina sui rifiuti deve rispettare quanto previsto dal D.M. del 10 Agosto 2012 n. 161 "Regolamento recante la disciplina dell'utilizzazione delle terre e rocce da scavo”, per le opere soggette a VIA/AIA con volumetrie maggiori di 6000mc o quanto previsto dall’articolo 41 BIS del D.L. 69/2013 negli altri casi.

Il set di parametri minimo da ricercare è quello di cui alla tabella 4.1 dell’allegato 4 al D.M. 161, da integrare con ulteriori parametri definiti in base alle possibili contaminazioni ricollegabili alle attività antropiche svolte nel sito o nelle sue vicinanze o ad eventuali superamenti delle CSC – Concentrazioni di Soglia Critiche, derivanti da fenomeni naturali. In presenza di materiale di riporto è prevista anche l’analisi dell’eluato da test di cessione ai sensi dell’art. 9 del D.M. 5 febbraio 1998.

Per Saperne di più clicca qui

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